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Sette canti di luce e polvere (9.6.16)

Ohrid

CONCERTO: “Sette canti di luce e polvere” – Serata Italo-Macedone

In occasione dei 25 anni dall’Indipendenza della Macedonia

Evento realizzato con il contributo speciale del Ministero della Cultura della Repubblica di Macedonia e promosso da Blagoj Nacoski Ambasciatore Onorario della Cultura della

Repubblica di Macedonia presso la Repubblica Italiana, in collaborazione con il Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl di Trieste e l’Associazione Triestina Amici della Lirica Giulio Viozzi

Giovedì 9 Giugno 2016 – ore 18.00 – Palazzo Gopcevich – Sala Bobi Bazlen del Civico Museo Carlo Schmidl – Via Rossini 4 – 34132 Trieste

Benjamin BrittenCANTICLE II per controtenore, tenore e pianoforte (17 min)

Angelo Inglese“СЕДУМ ПЕСНИ ОД СВЕТЛИНА И ПРАВ” – “SETTE CANTI DI LUCE E POLVERE” su 7 poemi di Nikola Madžiro per controtenore, tenore, clarinetto violino, violoncello e pianoforte (35 min)

Luigi Schifano, controtenore

Raffaele Feo, tenore

Elena Bacchiarello, clarinetto

Constantin Ciobanu, violino

Giacomo Biagi, violoncello

Gianluca Ascheri, pianoforte

In occasione del 25° anniversario dell’indipendenza della Macedonia, l’Ambasciatore Onorario della Cultura della Repubblica di Macedonia in Italia, il tenore Blagoj Nacoski ha scelto la città di Trieste per promuovere un evento musicale patrocinato dall’Organizzazione Internazionale della Carta dell’Educazione UNEDUCH e realizzato con il contributo del Ministero della Cultura macedone.
L’evento si terrà il 9 giugno alle ore 18 a Trieste presso il Palazzo Gopcevich, Sala Bobi Bazlen del Museo Civico Carlo Schmidl di Trieste, grazie alla collaborazione dell’Associazione Triestina Amici della Lirica G. Viozzi e del Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl di Trieste.Alla presenza dell’autore, Angelo Inglese, sarà eseguito il brano “Sette canti di luce e polvere” (Седум песни од светлина и прав) per controtenore, tenore, violino, clarinetto, violoncello e pianoforte, composto nel 2014 su testi del poeta macedone Nikola Madžirov, nonché il Canticle II (Abramo e Isacco) di Benjamin Britten. Al concerto prenderanno parte il controtenore Luigi Schifano, il tenore Raffaele Feo, Gianluca Ascheri al pianoforte, Elena Bacchiarello al clarinetto, Constantin Ciobanu al violino e Giacomo Biagi al violoncello. Il governo macedone, che attualmente sta affrontando una grave crisi politica interna che si protrae dal maggio 2015, ha comunque deciso di realizzare eventi in tutto il mondo per festeggiare il 25° anniversario dell’indipendenza della Macedonia, e Trieste e’ lieta di essere una delle sedi scelte per questi festeggiamenti.

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Benjamin Britten (1913/1976) – I cinque lavori ai quali Britten diede il nome di cantici sono tutti di natura religiosa o spirituale e concepiti per voci e strumenti diversi. Il sequence cantico venne scritto nel gennaio del 1952 tra le opere Billy Budd e Gloriana e riflettono la maturità e l’esperienza acquista da Britten per il teatro. La storia di come Abramo sia chiamato da Dio a sacrificare il proprio figlio Isacco è rappresentato in una drammatica scena, usando due voci, tenore e contralto (o controtenore), che non solo impersonano i rispettivi ruoli di padre e figlio, ma che cantano ritmicamente all’unisono, intonano l voce ultra-terreste di Dio. Sebbene scritto inizialmente per le voci di Peter Pears and Kathleen Ferrier (a chi è dedicato), il lavoro assume un impatto particolare se il ruolo di Isacco è interpretato da una ragazzo (come nella registrazione curata da Britten nel 1961).

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Angelo Inglese (Bitonto 1972) Compositore e direttore d’orchestra, terzo di una generazione di musicisti. Inizia gli studi di clarinetto, pianoforte e violino con il padre Giuseppe (clarinettista e compositore) nei suoi primi anni di vita entrando successivamente nel Conservatorio N. Piccinni di Bari. Prosegue e termina gli studi di composizione e di direzione d’orchestra al Conservatoire Superieur de Musique de Parigi con Jacques Charpentier dove vince il 1° Prix (medaglia d’oro) con una Messa da Requiem per soli, coro, onde martenot e orchestra. Inizia così un’intensa attività di compositore vincendo vari concorsi internazionali tra cui il 2 Agosto di Bologna, dove riceve una dichiarazione ufficiale da Ennio Morricone come migliore composizione del concorso, e ricevendo commissioni da diverse istituzioni orchestrali e concertistiche tra cui l’Orchestra Filarmonica Svetlanov di Mosca; il Festival della valle d’Itria; il Centro Mondiale della poesia G. Leopardi; la Reale Accademia Filarmonica di Bologna. Compone musica di vario genere dal cameristico al sinfonico ed operistico. Tra le sue ultime composizioni più rappresentative: Recuerdo de un olvido poema sinfonico per mezzosoprano, baritono e orchestra su testi di Luis Cernuda; Sinfonia n° 1 Hymne à la Beauté ispirata a Les fleurs du mal di Charles Baudelaire composta per celebrare gli 80 anni dell’Orchestra Sinfonica del Venezuela; Ma la gloria non vedo visione sinfonica per voce recitante e orchestra, lavoro commissionato dal Comune di Bologna per le celebrazioni del 150° anniversario dell’unità d’Italia ed eseguito dall’Orchestra del Teatro comunale di Bologna; Trittico michelangiolesco per voce, violino e flauto su tre rime di Michelangelo Buonarroti. Ha diretto varie orchestre italiane ed estere tra cui l’Orchestra Internazionale d’Italia; l’Orchestra Regionale di Roma e del Lazio; l’Orchestra Sinfonica di Livorno; l’Orchestra Sinfonica di Messina; l’Orchestra Sinfonietta di Parigi; l’Orchestra d’archi dell’Academy of St. Martin in the Fields; l’Orchestra Symphonique de Moulhouse (Opéra du Rhin); l’Orchestra Nazionale di Seoul; la University Orchestra of Pussan (Corea del Sud); l’Orchestra Filarmonica Statale Ucraina; l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Izmir (Turchia); l’Orchestra Sinfonica del Venezuela della quale è direttore stabile invitato; l’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia; l’Orchestra Sinfonica della Romania; l’Orchestra filarmonica della Macedonia. Nel 2014 compone Sette canti di luce e polvere su 7 poemi di Nikola Madzirov (Prima esecuzione assoluta 15 07 2014 Villa Durazzo, S. Margherita Ligure) .Ha collaborato con grandi nomi del panorama musicale mondiale come Renata Scotto, Raina Kabaivanska, Giuseppe Taddei, Piero Cappuccilli, Ghena Dimitrova, Fedora Barbieri, Luis Alva, Daniel Oren, Myung-Whun Chung, Donato Renzetti, Robert Shaw, Gary Bertini, Valery Gergiev. Ha curato varie edizioni critiche di opere liriche e sinfoniche tra cui la Medée di Luigi Cherubini incisa su CD in prima mondiale da NUOVA ERA nella versione francese e la Symphonie Fantastique di Hector Berlioz per l’Orchestra Filarmonica Svetlanov di Mosca. Come direttore d’orchestra possiede un vasto repertorio operistico e sinfonico.

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Blagoj Nacoski, (Skopje, 18 maggio 1979), tenore, ha studiato musica in Italia e ha cantato nei maggiori teatri italiani e del mondo. Si è esibito alla Scala di Milano negli spettacoli “Turandot” e “Tosca”, al New York City Opera, alla Bayerische Staatsoper di Monaco, al Teatro Bunka Kaikan, al New National Theater e al Suntory Hall, i maggiori teatri di Tokyo. Recentemente si è esibito al Teatro San Carlo di Napoli dove ha impersonato il personaggio di Licino nello spettacolo “Zenobia in Palmira” di Giovanni Paisiello. Blagoj Nacoski è Ambasciatore Onorario della Cultura in Italia per la Repubblica di Macedonia.

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Luigi Schifani. Il giovane controtenore Luigi Schifano nasce a Napoli, Italia. All’età di 7 anni intraprende lo studio del pianoforte e successivamente quello del canto iscrivendosi al Conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone. Durante gli studi scopre la propria vera natura vocale che lo porta a cantare come contralto quindi intraprende tale particolare e delicato studio a Firenze con il soprano Silvia Bossa. Tra il 2006 e il 2007 si perfeziona all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma sotto la guida del soprano Renata Scotto. Ha preso parte alla Masterclass tenutasi presso il Centro di Musica Antica Pietà dei Turchini di Napoli con Sara Mingardo. Nel 2008 prendendo parte al progetto “Opera Studio” dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia si esibisce presso il prestigioso Auditorium Parco della Musica. Durante lo stesso anno esegue il Te Deum di M. Charpentier presso la Basilica di Sant’Andrea della Valle a Roma, tra ottobre e dicembre, invece, si esibisce in una tourneè di concerti di musica sacra eseguendo lo Stabat Mater di Vivaldi e Pergolesi, presso le maggiori abbazie Laziali. Luigi Schifano controtenore Durante il 2009, in occasione del 250° anniversario della morte di G. F. Handel, intraprende una tourneè con l’Orchestra Filarmonica Macedone, cimentandosi in un concerto dedicato alle maggiori opere e oratori del compositore sassone, sotto la direzione del M° Alessandro D’Agostini e a Dicembre dello stesso anno in onore del 15° anniversario dei rapporti bilaterali tra la Repubblica di Macedonia e la Santa Sede prende parte al concerto celebrativo presso il prestigioso Palazzo Vaticano della “Domus Internationalis Paulus VI” in Roma, esibendosi innanzi alle maggiori cariche istituzionali e diplomatiche, in un programma che spaziava dal repertorio sacro cattolico a quello ortodosso. Durante il 2010 si trova impegnato in una tourneè nelle maggiori città siciliane eseguendo lo Stabat Mater di Pergolesi in occasione del 300° anniversario della nascita. Nel dicembre dello stesso anno esegue la Messa in si minore di J. S. Bach presso la Basilica di S. Maria degli Angeli in Roma con l’Orchestra Barocca ed il Coro Schola Cantorum dell’Aramus. A marzo 2011 si esibisce in un concerto di Gala nella “Oji Hall” di Tokyo e ed è impeganto nella prima esecuzione assoluta in Giappone, presso l’Istituto Italiano di Cultura in Tokyo, dello Stabat Mater di Tommaso Traetta sotto la guida del M° Vito Clemente. Ad aprile dello stesso anno è impeganto in una produzione in forma scenica dei Carmina Burana di C. Orff presso l’Opera Nazionale Macedone, sotto la direzione del M° Alessandro D’Agostini e a ottobre, sempre presso l’Opera Macedone debutta il ruolo del protagonista nell’Orfeo ed Euridice di Gluck. Recentemente è stato impegnato nella esecuzione del Diluvio Universale di Michelangelo Falvetti a Roma.  Nel febbraio 2014 ha debuttato presso lo Stadttheater di Klagenfurt il ruolo di Sesto nel Giulio Cesare di Handel, sotto la guida del M° Attilio Cremonesi. Tra i prossimi impegni Orlando di Handel al Festival di Dubrovnik ed i Carmina Burana alla Accademia Nazionale di Santa Cecicilia in Roma. Luigi Schifano è risultato vincitore di un premio speciale nel Concorso Internazionale “Riccardo Zandonai” Riva del Garda edizione 2010 e vincitore del premio “Scrittura” al Concorso Ziino 2011. Nel settembre 2012 vince il Premio di Musica Sacra al Concorso Internazionale Santa Chiara di Napoli

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Raffaele Feo – Tenore Nato a Imperia il 18 aprile 1988, dimostra fin da piccolo una particolare predisposizione alla musica. All‟età di 11 anni il M° Gianfranco Brizio e la moglie, il soprano Josella Ligi, lo invitano a intraprendere lo studio del canto lirico, notata la naturale attitudine. Proseguendo gli studi musicali da privatista, nell‟estate del 2009 inizia a collaborare come corista con il Coro Lirico “P.Mascagni” di Savona partecipando alle produzioni del Teatro dell‟Opera Giocosa: “Il Barbiere di Siviglia” anno 2009, “Cavalleria Rusticana”, “La Traviata” e “Don Pasquale”, anno 2010, “L‟Italiana in Algeri” e “Carmina Burana”, anno 2011. Nel Giugno 2011, collabora con l‟associazione “Opera laboratorio” di Genova, fondata dal mezzo-soprano Paola Pittaluga della quale è allievo, nell„allestimento di “Le Nozze di Figaro“ vestendo i panni di Don Curzio (spettacolo replicato con successo a Genova e in Piemonte). Nell‟Ottobre 2011 giunge il vero debutto in teatro, interpretando il Delegato di polizia e Bruschino Figlio ne “Il Signor Bruschino” di G.Rossini durante la stagione del Teatro dell‟Opera Giocosa, accanto ad artisti di chiara fama come Mattero Peirone e Linda Campanella, sotto la direzione del M° Giuseppe La Malfa e regia di Elisabetta Courir. Nel Novembre 2011 viene ammesso nella classe del mezzo-soprano Gloria Scalchi presso il Conservatorio Nicolò Paganini di Genova, dove, nel marzo scorso, ha conseguito il Diploma Accademico di I° livello con il massimo dei voti. Nelle ultime stagioni liriche ha interpretato Spoletta in “Tosca”, Ruiz ne “Il Trovatore”, Gastone ne “La Traviata”, Borsa in “Rigoletto” e Altoum in “Turandot” presso numerosi teatri minori di Liguria, Piemonte e Toscana (collaborando con le associazioni Ritorno all‟Opera di Chiavari e Lirica Club di Varese Ligure) Raffaele Feo ha da sempre dimostrato notevole sensibilità musicale, grazie a cui si è potuto distinguere anche in repertorio cameristico (numerosi concerti con programmi che spaziano dai Lieder classici e romantici tedeschi sino anche al repertorio da camera italiano del „900) e in repertorio sacro (da ricordare la partecipazione alle rassegne “Concerti del Gonfalone”, sotto la direzione del M° Marco Zambelli a Genova, interpretando, tra gli altri, i ruoli principali di Jonas e Jephte, oratori di G.Carissimi). Ha collaborato con registi di fama internazionale, tra cui Edoardo Siravo, Renato Bonajuto, Lorenza Codignola e Franco Ripa di Meana. Durante il percorso accademico in conservatorio ha debuttato i ruoli di Sportin‟ Life in “Porgy and Bess” di G.Gershwin, Enea in “Dido and Aeneas” di H.Purcell, e Nerone in “L’incoronazione di Poppea” di C.Monteverdi. Ha avuto la possibilità di farsi ascoltare e ricevere consigli da cantanti di nota carriera come i già citati Linda Campanella e Matteo Peirone, il tenore Andrea Elena, il soprano Eva Mei, il bass-bariton Domenico Colaianni. In Ottobre ’13 ha partecipato al “Santa Cecilia Opera Studio”, avendo la possibilità di studiare con artisti e docenti di chiara fama come il soprano Sig.ra Renata Scotto, il mezzo-soprano Sig.ra Anna Vandi e il regista prof.re Cesare Scarton, esibendosi nel concerto di fine corso insieme ad altri allievi ritenuti i più meritevoli. Ultimamente ha partecipato come corista in “La Cenerentola” di G.Rossini, produzione del Teatro dell’Opera Giocosa di Savona con successive repliche a Rovigo ed ha vinto la Borsa di Studio per Musica Vocale da Camera sig.ra Mutti, indetta dal conservatorio N.Paganini. Raffaele Feo ha appena interpretato Gastone ne “La Traviata” di G.Verdi nella stagione estiva 2015 dell‟Opera Giocosa, direzione M°Aldo Sisillo, regia Stefano Monti.

Elena-Bacchiarello

Elena Bacchiarello, clarinetto. Elena Bacchiarello, nata a Genova nel 1990, si diploma nel 2012 presso il Conservatorio “N. Paganini” di Genova con il massimo dei voti. Prosegue con il Diploma Accademico di II Livello, specializzandosi in musica da camera,sotto la guida dei Maestri Massimo Conte e Massimiliano Damerini, conseguito anch’esso nel 2014 con il massimo dei voti. Durante il Compimento Superiore ha svolto l’Erasmus presso il Koninklijk Conservatorium Brussel sotto la guida del Maestro Benjamin Diltjens. Ha preso parte a diverse formazioni cameristiche, con le quali ha partecipato al Concorso Internazionale Città di Chieri ricevendo una Menzione Speciale e al Concorso Internazionale Città di Cortemilia, ricevendo il 2° Premio. Nel 2012 ha suonato presso “Centre Universitaire Méditerranéen” di Nizza nel ruolo di solista. Ha collaborato con la Palestine Youth Orchestra nella tournèe avviatasi al Teatro Carlo Felice e proseguita a Firenze, Roma, Ravello e in seguito una tournèe in Giordania. Ha collaborato con l’Orchestra Simon Boccanegra di Genova, con la quale ha svolto nel ruolo di 1° Clarinetto Traviata e Barbiere di Siviglia e il Concerto K622 di Mozart in qualità di solista. Ha suonato presso il Teatro Verdi di Milano con l’Orchestra del Conservatorio N.Paganini,nel ruolo di 1°Clarinetto per Rhapsody in Blue di G.Gherswin eseguita dal Maestro Andrea Bacchetti. Si esibisce con il Clarinetto e Clarinetto Basso, con differenti formazioni cameristiche nell’ambito del Festival Fiati di Novara, Festival Federico Cesi, Music Festival presso l’ Abbazia di San Fruttuoso di Camogli, Festival Marenco di Novi Ligure, Festival del Compositore di Genova. Collabora inoltre con la Filarmonica di Chiavari, Orchestra Sinfonica di Alessandria ed è entrata a far parte dell’Orchestra Sinfonica di Savona. All’inizio dell’anno 2014 collabora con l’Orchestra Sinfonica del Carlo Felice per la produzione di Madama Butterfly e il Concerto Sinfonico con il solista David Garrett, sotto la direzione di Johannes Wildner . Collabora alla prima assoluta di “Sette canti di luce e polvere”del compositore Angelo Inglese. Collabora nel Luglio 2014, con l’Orchestra Internazionale di Roma per un concerto con il Maestro Bruno Canino, nell’ambito Festival Federico Cesi. Recentemente si è esibita in Duo con il pianista Dario Bonuccelli presso l’Accademia Ligustica di Genova. Recentemente è entrata a far parte dell’ Associazione Ensemble Nuove Musiche di Savona. Ha partecipato al Seminario sulla musica di Karlheinz Stockhausen svolto dal docente Michele Marelli. Partecipa inoltre a Masterclass tenuti dalle Prime parti delle migliori Orchestre nel panorama Europeo ed Internazionale: M° Fabrizio Meloni, M° Paolo Beltramini, M° Pascal Moragues, M°Ricardo Morales, M° Valeria Serangeli, , M° Giovanni Picciati, M° Riccardo Crocilla. Attualmente è docente di clarinetto presso l’Accademia Musicale di Savona.

Constantin Ciobanu

Constantin Ciobanu, violino.  Nato a Bucarest (ROMANIA) ,ha iniziato lo studio del VIOLINO all’ età di sei anni. Ha svolto quindi gli studi al Liceo Musicale “DINU LIPATTI” ed ha conseguito poi la laurea in Violino al Conservatorio”Porumbescu” nel 1977 dopo 16 anni di studi e perfezionamento. Ha iniziato l’attività professionale dal 1974con l’Orchestra Sinfonica Radio Televisione Romena, fino al 1981. Ha contemporaneamante svolto attività concertistica con l’Orchestra da Camera della Radio Televisione ed Orchestra Studio, oltre a Trii e Quartetti. Dal 1981 si è stabilito in Italia inizialmente all’Orchestra Sinfonica di San Remo, quindi dal 1984, avendo avuto anche ruolo di Concertino si è stabilito nell’Orchestra dell’ Opera di Genova. Da allora ha svolto contemporaneamente al ruolo di Prof. d’ Orchestra nei Primi Violini, anche attività concertistica in molte città Italiane come “SOLISTA” e Spalla dell’ Ensemble Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova.

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Giacomo Biagi, violoncello. Studia violoncello sotto la guida di F. Galligioni e F. Burchietti presso il Conservatorio “N.Paganini” di Genova, dove compie parallelamente gli studi di composizione con R. Dapelo e L. Giachino. Ha frequentato masterclass con A. Noferini, D. Destefano e si perfeziona con G. Scaglione. Riceve la sua prima formazione come camerista dal Quartetto di Cremona, proseguendo con M.Damerini e C.Costalbano. Dal 2011 partecipa al Festival del Compositore, rassegna di musica contemporanea, nella duplice veste di autore ed esecutore. Risulta per due anni consecutivi vincitore della borsa di studio “Fondazione Lilli e Giorgio Devoto” per la composizione di un brano su testi di Camillo Sbarbaro e Amelia Rosselli. Ha collaborato con l’Orchestra Giovanile di Lanciano, l’Orchestra Simon Boccanegra (spalla), l’Orchestra del Tuscia Opera Festival (spalla), la Camerata Barocca Claudio Monteverdi (violoncello concertante) e la North West Orchestra (violoncello principale), con le quali ha suonato con i solisti D. Nordio, R. Bahrami, A. Bacchetti, M. Solozobova, in teatri come Teatro Carlo Felice (Genova), Sala Verdi (Milano), Soka Performing Arts Center (Los Angeles), An Grianán Theatre (Letterkenny), Millenium Forum (Derry). Si dedica alla prassi filologica barocca con B. Petrucci per il basso continuo e attraverso masterclass (C. Coin, M. Valli, S. Kuijken, G. Mandolesi). Si laurea in filosofia cum laude discutendo la tesi di estetica musicale Il recupero del testo come generatore di forma in Schönberg.

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Gianluca Ascheri, diplomato in pianoforte, ha lavorato al Teatro Chiabrera di Savona come Maestro di sala in Rigoletto, L’Elisir d’amore, L’occasione fa il ladro, Madama Butterfly, Il Barbiere di Siviglia (Rossini e Paisiello), Cavalleria Rusticana, La Traviata, Don Pasquale, La Cambiale di matrimonio, Carmina Burana, L’Italiana in Algeri, Il Signor Bruschino, Don Giovanni, Il Segreto di Susanna. E’ stato accompagnatore di Master Classes tenuti da cantanti quali Paola Pittaluga, Carlo De Bortoli, Delfo Menicucci, Gabriella Ravazzi, Luciana Serra ed altri. E’ stato direttore del Coro lirico “P. Mascagni” di Savona che si esibiva per il Teatro dell’Opera Giocosa. Ha frequentato il Biennio di perfezionamento per Maestri di sala presso il Conservatorio Paganini di Genova sotto la guida di Riccardo Marsano, laureandosi col massimo dei voti nel marzo 2011. Molto fitta è la sua attività concertistica ed intensa la sua collaborazione con cantanti quali Gabrielle Mouhlen, Andrea Elena, Josella Ligi, Roberto Servile, Paola Pittaluga, Alfredo Zanazzo, Jone Jori, Gloria Scalchi, Carlo Colombara. Collabora con l’Associazione Spazio Musica – direttore artistico Gabriella Ravazzi – (La Bohème a Grosseto e La Traviata a Orvieto). GianLuca Ascheri sta seguendo un Master Class alla Hochschule für Musik und Theater di Monaco di Baviera in Liederistica sotto la guida dei Maestri Donald Sulzen, Sigfried Mauser e Tobias Truniger. Tra gli ultimi impegni: Petite Messe con lo Stuttgarter Oratorienchor a Imperia e Stoccarda; maestro di sala in Un Ballo in Maschera con Maurizio Arena e Le Nozze di Figaro a Orvieto per l’Associazione Spazio Musica.

SVEGLIARSI

Nell’abbraccio provvisorio /parlo dell’eternità./Il vento ci porta il richiamo delle campane/fra le piume su cui poggiamo/i nostri visi assonnati./È mattina. Aria umida passa sotto/ i viadotti, le nuvole si distaccano/ al tatto e gli edifici con il volo delle rondini,/i contadini pregano perché cessi la pioggia,/mentre gli alberi/sconfessano le foglie e così/il cielo si fa più vasto./Sono dolci le tue mani stamattina e/dolce è il fiore della tua dura mandorla./ Nella chiesa più vicina si parla/ da secoli di un amore /che ci sopravviverà.

COSE CHE VOGLIAMO TOCCARE

Nulla esiste al di fuori di noi:

i laghi artificiali evaporano

negli istanti in cui abbiamo sete

di silenzio, quando l’ortica diviene

erba medicinale e le città rendono

la polvere ai cimiteri più vicini.

Tutti i fiori bianchi e neri sulla carta da parati

delle case che noi abbiamo abbandonato

germogliano fra storie impersonali

negli istanti in cui le nostre parole

divengono un’eredità non trasferibile

e le cose che vogliamo toccare

la presenza di qualcuno.

Siamo come una scarpa strascicata

da una muta di cani randagi,

ci abbracciamo

come cavi torti attraverso i mattoni

delle case disabitate.

Da molto ormai non esiste nulla

al di fuori di noi:

sole, luce o angelo

i nomi che ci diamo l’un l’altro a volte.

LE OMBRE CI SORPASSANO

Un giorno ci incontreremo

come una barca di carta e

un’anguria messa al fresco nel fiume.

L’ansia del mondo

sarà con noi. Con le nostre palme
oscureremo il sole e con le lanterne

ci riavvicineremo.

Un giorno il vento non

cambierà direzione.

La betulla manderà foglie

alle nostre scarpe sulla soglia.

I lupi inseguiranno
la nostra innocenza.

Le farfalle lasceranno
la loro polvere sulle nostre guance.

Tutte le mattine un’anziana racconterà

storie su di noi, in sala d’attesa.

Anche quello che dico
è già stato detto: aspettiamo il vento
come due bandiere su un confine.


Un giorno tutte le ombre

ci sorpasseranno.

LUCE E POLVERE

Nello spazio fra

le quattro stagioni ti troverò,

quando si portano a passeggio i bambini

e le anime sono rese

come piatti sporchi

in una mensa operaia.

Non siamo una religione

e nessuno crede nelle

nostre sacre scritture.

I nostri sguardi si nascondono

fra le pieghe delle tende

che fanno filtrare le preghiere d’altri

e la luce cadente.

Si toccheranno i nostri angeli

quando ci abbracciamo

nell’oscurità, qualcuno accenderà una candela

per proclamare un regno?

Siamo la luce di un fiammifero bruciato

che al toccarlo diviene polvere.

ПОДВОДНА

Облечен во песок со ветрот

надвор од сезоните ти доаѓам.

Секој ден зрно од калинка

пред прагот ти принесувам.

Ти ја отвораш вратата, ја затвораш,

тргнуваш кон прозорецот и се враќаш,

како редок корал

кој цел живот се обидува

да го напушти дното.

НОВИ ЗЕМЈИ

Треба да се истружи ѕидот

врз кој влагата ја исцртала

мапата на новиот свет

и да се нанесат нови разидувања.

Под нив камењата неправилно

да се распоредат како стапки на човек

кој бега од стравувањата.

Треба да се биде

кружно огледало

во полуотворена дланка

и да се одразат туѓите прегратки

остри како ножици што се допираат

само кога треба да се пресече нешто.

Треба да се измислат нови земји,

за да може пак да се чекори по водата.

СÈ

Сè е милување.

Снегот ги склопуваше крилјата

над ридовите, јас ги склопував дланките

над твоето тело како метро

што се одмотува само по должината

на другите нешта.

Вселената постоеше

за да се родиме на различни места,

татковина да ни биде виножитото

што сврзува две градини

кои не знаат една за друга.

И така времето минуваше:

страв во нас одгледувавме,

восхит кај другите се раѓаше.

Нашите сенки тонеа

во отровните бунари,

кажаните зборови се губеа

и појавуваа како срчи на песочна плажа,

половични и остри.

Сè е сеќавање.

Сонот беше близу,

далечно беше она што го сонувавме.

SUBACQUEO

Vengo da te vestito di sabbia

portata dal vento fuori stagione.

Ogni giorno davanti alla tua porta
ti offro un chicco di melograno.

Tu apri la porta, la chiudi,

vai verso la finestra e torni,

come uno strano corallo
che cerca tutta la vita
di abbandonare il fondo marino.

PAESI NUOVI

Bisogna raschiare il muro

su cui l’umidità ha disegnato

la carta del nuovo mondo

e tracciare nuove divisioni.

Sotto, le pietre
saranno sparse senz’ordine come i passi

di un uomo in fuga dalle sue paure.

Bisogna poter essere
uno specchio circolare

nella mano aperta a metà
e riflettere gli abbracci altrui
affilati come forbici che si toccano

solo quando c’è qualcosa da tagliare.

Bisogna inventare paesi nuovi
per potere camminare sull’acqua.

TUTTO

Tutto è carezza.

La neve posa le sue ali

sulle colline e io chiudevo le mie palme

sul tuo corpo come un metro

che si estende solo lungo

la misura di altre cose.

L’universo esisteva

per farci nascere in luoghi diversi

per fare della nostra patria un arcobaleno

che unisce due giardini,

uno ignaro dell’altro.

Così passava il tempo:

coltivavamo la paura in noi

mentre negli altri nasceva l’ammirazione.

Le nostre ombre sprofondavano

in pozzi avvelenati,

le parole dette da qualcuno

sparivano e riapparivano

sparse e affilate

come cocci di vetro su una spiaggia.

Il sogno era vicino

ma lontano ciò che sognavamo.

Traduzione di Piero Salabè

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